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Gli osservatori scientifici nella pesca del tonno rosso: metodologia e ruolo nel monitoraggio ICCAT

Il sistema di osservazione della pesca al tonno rosso nel Mediterraneo

La gestione sostenibile dello stock di tonno rosso (Thunnus thynnus) nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo si basa su un presupposto fondamentale: la qualità dei dati scientifici raccolti a bordo delle flotte commerciali. Senza osservazioni dirette, sistematiche e verificabili, le valutazioni dello SCRS — il comitato scientifico dell’ICCAT — perderebbero la loro base empirica, e con essa l’intero sistema di governance delle quote.

È in questo contesto che si inserisce il ruolo degli osservatori scientifici di pesca: tecnici accreditati che operano a bordo delle imbarcazioni commerciali durante le campagne di pesca, raccogliendo dati biologici di prima mano e verificando la conformità alle norme internazionali.

Cosa fa un osservatore scientifico a bordo

L’osservatore non è un ispettore né un controllore nel senso stretto del termine: è un tecnico scientifico la cui funzione primaria è la raccolta dati. A bordo di un’imbarcazione da circuizione o palangaro autorizzata alla pesca del tonno rosso, le sue attività comprendono:

  • Registrazione delle catture: ogni esemplare catturato viene registrato con taglia, peso stimato e metodo di cattura, in conformità ai protocolli ICCAT;
  • Campionamento biologico: raccolta di campioni (otoliti, gonadi, muscolo) su un sottoinsieme statistico degli esemplari, fondamentale per le analisi di età, crescita e struttura di popolazione;
  • Verifica delle dichiarazioni di bordo: confronto tra quanto dichiarato dall’equipaggio nei registri ufficiali e quanto osservato direttamente;
  • Documentazione del bycatch: registrazione delle catture accessorie, in particolare specie sensibili come squali pelagici e tartarughe marine;
  • Compilazione dei report ICCAT: i dati raccolti confluiscono nei database internazionali che alimentano le valutazioni scientifiche annuali dello SCRS.

La qualità di questo lavoro dipende dalla formazione tecnica dell’osservatore, dalla sua familiarità con le procedure ICCAT e dalla capacità di operare in condizioni di mare impegnative, su imbarcazioni in piena attività di pesca.

Il quadro normativo: un obbligo che è anche un’opportunità

Il Regolamento UE 2016/1627 — che recepisce nel diritto europeo le Recommendations ICCAT — stabilisce l’obbligo di imbarcare osservatori scientifici su una percentuale definita delle uscite di pesca per le flotte di circuizione e palangaro sopra soglia dimensionale. Non si tratta di una misura facoltativa: è un requisito vincolante per la partecipazione legale alla campagna di pesca al tonno rosso.

Oceanis ha interpretato questo obbligo non come un onere burocratico, ma come un’opportunità concreta per contribuire alla qualità della scienza alla base della gestione delle quote. Come afferma il CLC Paolo Pignalosa: “Non vogliamo cambiare il mondo della pesca, ma cambiare la pesca nel mondo” — una posizione che riflette l’approccio operativo della struttura: raccolta dati rigorosa, formazione tecnica continuativa, dialogo con le flotte.

Il programma ICCAT nel Mediterraneo: un sistema complesso

Nel Mediterraneo orientale e occidentale, le campagne di osservazione della pesca al tonno rosso coinvolgono ogni anno decine di imbarcazioni, distribuite tra le principali nazioni pescatrici: Italia, Spagna, Francia, Croazia, Tunisia e Malta sono i paesi con le flotte più rilevanti. Coordinarsi con queste realtà — diverse per lingua, normativa nazionale e pratiche operative — richiede una struttura logistica e scientifica solida.

Oceanis opera come struttura di riferimento per il coordinamento degli osservatori scientifici sulla flotta italiana, garantendo:

  • Selezione e formazione degli osservatori secondo i protocolli ICCAT vigenti;
  • Gestione della logistica di imbarco e sbarco nelle marinerie italiane;
  • Supervisione scientifica della raccolta dati e controllo qualità dei report;
  • Interfaccia con le autorità italiane (MASAF) e con le strutture internazionali del programma ROP-BFT.

Per un approfondimento completo sul sistema delle quote internazionali, le tecniche di cattura e il quadro normativo vigente, rimandiamo all’analisi pubblicata da Il Giornale dei Marinai: La pesca professionale del tonno rosso nel Mediterraneo. La rivista, fondata nel 2013 e diretta dal biologo marino Marcello Guadagnino — responsabile scientifico di Oceanis — è consultabile su ilgiornaledeimarinai.it.

La sfida dei dati nel Mediterraneo

Il Mediterraneo è al contempo la nursery più importante per la riproduzione del tonno rosso orientale e l’area con le maggiori criticità nel monitoraggio. La frammentazione delle giurisdizioni, la presenza di flotte non comunitarie e la difficoltà di verificare le catture nei sistemi di tuna ranching rendono il dato osservazionale raccolto a bordo delle flotte autorizzate ancora più prezioso.

La riduzione del gap tra catture reali e catture dichiarate — uno dei problemi strutturali che lo SCRS ha segnalato nelle sue valutazioni più recenti — passa proprio attraverso il rafforzamento della copertura osservativa. Non esiste alternativa tecnica credibile: i sistemi di monitoraggio elettronico (EMS) possono affiancare ma non sostituire la presenza fisica di un tecnico qualificato a bordo.

Opportunità di collaborazione

Oceanis seleziona regolarmente osservatori scientifici per la campagna di pesca al tonno rosso nel Mediterraneo. I requisiti, le modalità di candidatura e i periodi di selezione vengono pubblicati sul sito e sui canali ufficiali della struttura.

Per informazioni sulle attività di monitoraggio e sulle campagne in corso, è possibile contattare la struttura attraverso i canali indicati nella sezione Contatti.